18 Maggio 2021
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L' Esclusiva con l' Avvocato Gianfranco Menallo neo consigliere del CSI Palermo e Delegato Settore Pallavolo!

10-04-2021 19:27 - News Generiche
Nella Foto : L'Avvocato Gianfranco Menallo

1) Buongiorno Avvocato, intanto complimenti per la sua recente elezione nel ruolo di consigliere provinciale CSI ,le sue emozioni in merito e i programmi futuri nella Sezione Pallavolo?

G.Menallo: Buongiorno a lei, seguo da diverso tempo con piacere la sua pagina sportiva, e voglio ringraziarla innanzi tutto per il cortese invito e per lo spazio che ha inteso di dedicare sulla sua testata alle attività del CSI Palermo.
Sono lieto di avere ricevuto la fiducia delle società sportive, in particolare in un momento delicato come quello attuale, dove ogni scelta ed iniziativa sportiva deve essere misurata e richiede il contemperamento di molteplici interessi ed esigenze, delle società, degli atleti, degli impianti e della pubblica amministrazione.

In relazione ai programmi sportivi la parola d'ordine è “sport in sicurezza”, siamo stati autorizzati ad indire le fasi provinciali dei campionati nazionali di pallavolo mista, maschile e femminile e la risposta da parte delle società e dei tesserati è andata oltre le mie aspettative: “le persone vogliono e hanno bisogno di praticare sport, stare bene con sé stessi e con gli altri”.




2) Le sue considerazioni in merito alla vicenda Lara Lugli, pallavolista in dolce attesa del Volley Pordenone che ha ricevuto dalla sua Società Sportiva a distanza di 2 anni "una citazione per danni". Una vicenda sconcertante che ha suscitato non poche polemiche con l' intervento ufficiale da parte di Assist(Associazione Nazionale Atlete) al Premier Draghi.

G.Menallo: Ho avuto modo di seguire la vicenda leggendo gli atti processuali pubblicati e devo dire che la vicenda è stata, come spesso succede, in parte travisata dalla stampa.
La giocatrice del campionato nazionale in realtà non ha ricevuto una “citazione per danni”. La giocatrice ha agito contro la sua ex società per ottenere un'ingiunzione di pagamento relativamente al compenso non pagato del mese di febbraio, benchè quel mese avesse regolarmente lavorato, prima di comunicare la sua gravidanza.
La società per difendersi contro la richiesta di pagamento della mensilità ha in realtà opposto una serie di motivazioni, tra cui anche la “domanda riconvenzionale” attinente ad un presunto danno economico subito dalla stessa società a causa dell'impossibilità di schierare in campo la giocatrice servendosi delle sue prestazioni, sostenendo che ciò era causa del mancato accesso ai play-off della squadra, nonché che la mancata comunicazione della giocatrice dell'intenzione di concepire costituisse “mancanza di buona fede contrattuale” anche secondo un articolo del contratto d'ingaggio che prevedeva di “astenersi da comportamenti che in qualsiasi modo potessero essere in contrasto con gli impegni assunti nell'accordo di ingaggio”, pena la risoluzione del contratto e l'applicazione di una sanzione.

Pertanto, la “richiesta di risarcire i danni subiti dalla società” altro non è che una difesa tecnica della società al fine di chiedere la “compensazione” tra quanto vantato dalla giocatrice ed il danno asseritamente subito dalla società, sul presupposto che il compenso ed il danno siano di pari importo, estinguendosi a vicenda.
Ricostruita la vicenda processuale, ed a prescindere da quelle che saranno le valutazioni del Giudice onorario di Pordenone, è evidente che si ponga il problema di contemperare gli interessi delle società sportive (rectius, datori di lavoro) e delle atlete (rectius, lavoratrici), poiché nel settore sportivo ancora oggi esiste un vuoto normativo in merito alla tutela della maternità, a differenza degli altri ambiti lavorativi.
In Italia esiste una normativa che tutela gli atleti professionisti (legge n. 91/81), ma si applica solo ad alcune discipline sportive (Golf, Ciclismo su strada, Basket – serie A; Calcio - dalla serie C a salire), tra cui non rientra la pallavolo, e limitatamente alle categorie maschili. La conseguenza è che tutte le giocatrici di pallavolo siano considerate “dilettanti”, prive di regolare “contratto di lavoro” ma ingaggiate con contratti di “collaborazione sportiva” o scritture private variamente denominate, ed in definitiva prive delle tutele assicurative e contributive.
Le domande da porsi alla base di una qualsiasi riflessione in materia sono di carattere etico: “una donna può essere libera di procreare in qualsiasi momento della sua vita, senza condizionamenti da parte del datore di lavoro?”.
In realtà sappiamo che molte donne rinunciano - o posticipano - la maternità per fattori economici, o altre priorità, come “fare carriera” in molteplici ambiti lavorativi. Dobbiamo chiederci se vogliamo che lo Stato intervenga per incoraggiare e sostenere la maternità anche nel settore sportivo, come fa già in quello pubblico e nel settore privato.
Si tratta di scegliere quale attuazione e quale consistenza dare all'art. 37 della Costituzione.
In questo contesto è lodevole l'azione dell'ASSIST nel richiamare l'attenzione sul problema, così come è da salutare con successo l'istituzione, con la legge di bilancio del 2018 presso l'Ufficio per lo Sport, del “Fondo maternità” che supporta le atlete erogando fino a 10 mensilità da 1.000 euro ciascuna, assicurando alle stesse un sostegno economico in questa delicata fase della vita.
Mi risulta che il precedente governo abbia elaborato un progetto di riforma che investe diversi aspetti della prestazione lavorativa sportiva, ma non ho avuto modo di leggere con attenzione i lavori preparatori.
In ogni caso per fare le riforme occorre precostruire le condizioni per applicarle, in primis riorganizzare la gestione da parte dell'INPS, diversamente i testi di legge restano meri proclami e lettera morta, almeno fino ai decreti attuativi che possono intervenire anche dopo molti anni.




3) Gianfranco Menallo nelle vesti sia di Consigliere CSI Palermo che di Arbitro FIPAV , a parte la grande passione e amore per questa bellissima disciplina , quale deve essere secondo lei il giusto equilibrio tra i due ruoli?

G.Menallo: Si tratta in realtà di due ruoli ben diversi e conciliabili. L'unico limite che esiste è il tempo che ognuno sceglie di dedicare alle proprie passioni.
Come arbitro FIPAV il mio compito è quello di garantire il corretto ed imparziale svolgimento delle gare ufficiali, rappresentando in campo la federazione italiana pallavolo come “tecnico”.
Come Consigliere del CSI Palermo la mia azione è consiliare ed abbraccia tutti gli sport, dal ciclismo all'atletica leggera, al fine di perseguire la mission del CSI che è quella di “educare attraverso lo sport”. Cioè significa garantire che lo sport sia per ciascuno fonte di benessere, occasione di inclusione ed aggregazione sociale, metro dei propri limiti e prova di costanza, strumento di prevenzione di patologie sociali, ma soprattutto gioco ed educazione alla vita a prescindere dal risultato della competizione.



4) Avvocato, in relazione alla crescita del movimento pallavolistico, tracciamo un bilancio sul volley siciliano e soprattutto nel Centro Sportivo Italiano, vuole altresì lanciare un messaggio ai giovanissimi che intendono iniziare a giocare?


G.Menallo: La crescita pre-covid-19 del movimento pallavolistico in Sicilia ha registrato dati assai incoraggianti, soprattutto se rapportati a quelli dello sport primo per popolarità tra i dilettanti (N.d.R., il Calcio). I dati del CSI Palermo in particolare parlano di una crescita nel 2019-20 del 27% delle società partecipanti ai campionati, a dimostrazione che le persone vogliono fare sport, condividere e stare in salute.
Il covid-19 ha poi imposto un duro arresto quasi a tutti gli sport, in particolare alla pallavolo, considerata “sport di contatto” a causa del ripetuto contatto delle mani dei giocatori con lo stesso pallone.
E' stato inevitabile che le società più piccole, meno organizzate o prive di impianti e sponsor dovessero sospendere l'attività a causa della riduzione dei tesserati o con il venir meno dell'intero settore giovanile.
Il mio sogno è che questo periodo sbiadisca al più presto come un ricordo lontano.

Mi farebbe piacere lanciare un messaggio ai giovanissimi che si accingono ad iniziare a giocare, ma anche ai loro genitori: “non è importante quale sport sceglieranno i vostri figli, anche se non dovesse essere lo sport che mamma e papà volevano, perché da ogni sport si impara, a rispettare un regolamento, a misurarsi con avversari, a vincere, a perdere, e rialzarsi per riprovarci”.




5) Quali sono secondo Lei, le linee guida nell' attualità per la ripresa dei Campionati di volley in seno al CSI e le prospettive (dopo l'emergenza covid-19) di un possibile ritorno alla normalità nella vita sociale e sportiva?

G.Menallo: La recentissima introduzione della zona rossa temporanea, disposta dal Presidente Musumeci per tutta la provincia di Palermo a causa dell'aumento dei contagi, ha comportato lo slittamento di due intere settimane di gare che dovranno essere recuperate successivamente. Inoltre, la sempre più ventilata possibilità di un prolungamento delle restrizioni fino al 25 aprile ha reso ancora più lontano quell'obiettivo di ritorno alla “normalità”.
Il Comitato nazionale e regionale del CSI ha elaborato delle dettagliate linee guida al fine di contenere i rischi di contagio tra gli atleti partecipanti ai campionati ed agli allenamenti, che sono sati pubblicati sui siti istituzionali, al contempo impegnandosi a formare dei soggetti la cui presenza è necessaria al fine di potersi disputare qualsiasi gara o allenamento. Si tratta degli operatori c.d. “safe-sport”, insomma dei covid-manager deputati ad assicurare l'implementazione ed il rispetto di quelle che allo stato sono le best practices in materia di prevenzione dal covid-19.

La normalità è qualcosa a cui aspiriamo tutti, ma siamo coscienti che i protocolli a tutela degli atleti proseguiranno ancora a lungo. E guai se così non fosse, perché è imprescindibile contemperare il “diritto allo sport” con il “diritto alla salute” in quanto due facce della stessa medaglia.
Sono fiducioso che torneremo, col giusto tempo, alla normalità ed apprezzare tutto quello che ci è mancato dello sport, anche le corse per non arrivare in ritardo agli allenamenti e tutte le rinunce per fare le lunghe trasferte del sabato e della domenica.



Ringraziamo l' Avvocato Gianfranco Menallo per la sua disponibilità,gentilezza e cortesia alla concessione dell'Intervista!!!!



Andrea Dieli
-Resp. Area Comunicazione Oratorio Maria SS Mediatrice Calcio a 5
-Resp. Andrea Dieli Futsal (WWW.ANDREADIELI.IT)
-Collaboratore Sportiamo



























Fonte: Andrea Dieli Futsal

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